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17 gennaio 2014Trasporto aereo

Lupi presenta il Piano aeroporti: 11 strategici e 26 di interesse nazionale

Undici aeroporti strategici (tra cui Fiumicino, Malpensa e Venezia) e ulteriori 26 scali di interesse nazionale. È quanto prevede il Piano nazionale degli aeroporti, in base all'informativa presentata oggi in consiglio dei ministri dal titolare dei Trasporti Maurizio Lupi. Un piano che rappresenta una "dieta" rispetto ai piani Matteoli e Passera. Per individuare gli scali strategici, il territorio nazionale è stato ripartito in 10 bacini di traffico e per ciascuno è stato identificato un aeroporto strategico, con l'eccezione del Centro-Nord, dove ce ne sono due. 
Ecco gli aeroporti strategici e quelli di interesse nazionale 
Nel bacino del Nord-Ovest l'aeroporto strategico è Milano-Malpensa, mentre sono di interesse nazionale Milano Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia e Cuneo. Nel bacino Nord-Est è strategico l'aeroporto di Venezia, sono di interesse nazionale Vewrona, Treviso e Trieste. Nel Centro-Nord strategici sono Bologna e Pisa Firenze (a condizione che le toscane realizzino una gestione unica), mentre di interesse nazionale sono Rimini, Parma e Ancona. Nel Centro Italia strategico e Roma Fiumicino, mentre sono di interesse nazionale Roma Ciampino, Perugia e Pescara. Per la Campania stretegico è Napoli, mentre di interesse nazionale è Salerno. Nel bacino di traffico Mediterraneo/Adriatico è strategico Bari, sono di interesse nazionale Brindisi e Taranto. Nel bacino Calabria è strategico lo scalo Lamezia, sono di interesse nazionale Reggio calabria e Crotone. Nella Sicilia Orientale è Catania di interesse strategico, mentre Comiso è di interesse nazionale. Nella Sicilia Occidentale è palermo di interesse strategico, mentre Trapani, Pantelleria e Lampedusa. In Sardegna è strategico lo scalo di Cagliari, sono di interesse nazionale quelli di Olbia e Alghero.
Inizia l'iter di approvazione del piano 
Con l'informativa al Consiglio dei ministri si apre formalmente l'iter di approvazione del piano nazionale degli aeroporti che sarà poi discusso in sede di conferenza Stato-Regioni. Sarà poi necessario un nuovo passaggio a palazzo Chigi per l'approvazione del piano che sarà poi inviato al Parlamento e sottoposto al vaglio delle commissioni parlamentari competenti.
Ridisegnata più volte la mappa degli aeroporti 
Se tutto procederà come stabilito, a differenza del passato, l'Italia dopo oltre 25 anni di attesa, avrà finalmente una mappa del sistema aeroportuale. Una mappa che negli anni é stata più volte ridisegnata. Un punto fermo era sembrato nel 2011 il piano elaborato - su incarico dell'allora ministro Altero Matteoli - dall'Ente nazionale per l'aviazione civile, sulla base di uno studio realizzato da Oneworks, Nomisma e Kpmg, che immaginava 24 aeroporti principali e 18 di servizio, insieme alla costruzione di altri 2 scali (Grazzanise e Viterbo). Poi il governo tecnico e di Corrado Passera al Mit, ha invertito la rotta: il criterio per disegnare la mappa viene individuato nelle reti transeuropee di trasporto (Ten-T), nella spinta all'intermodalità e nella volontà di chiudere con i campanilismi, con quell'aspirazione così diffusa e stigmatizzata da Passera ad avere un aeroporto sotto casa. E allora, l'atto di indirizzo emanato a febbraio 2013 a Camere sciolte da Passera, «salva» 31 aeroporti definiti di interesse nazionale su cui concentrare gli investimenti e immagina il passaggio degli altri scali alle Regioni, libere di decidere sul loro futuro. Compresa un'eventuale chiusura.
Lupi attiva una cabina di regia 
Dopo le ultime elezioni al ministero dei Trasporti arriva Maurizio Lupi. Il piano aeroporti é tra le sue priorità, ma non secondo le linee tracciate dal suo predecessore che avevano creato non poco malcontento tra le Regioni. Così, Lupi volta pagina: attiva una cabina di regia che coinvolge Enac e Regioni per arrivare a un piano - che non sarà solo un atto di indirizzo ma un atto di legge - condiviso e riparte dall'ipotesi elaborata qualche anno fa dall'Ente di regolazione. La platea degli scali si ampia.
 
a cura di Nicoletta Cottone e Vittorio Nuti

Fonte: Il Sole 24 Ore