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31 ottobre 2014Generale

Expo, corsa contro il tempo: sei mesi per completare le infrastrutture, incubo neve

di Simona Romanò
Corsa contro il tempo a 6 mesi esatti da Expo, temendo che la neve faccia slittare i lavori nel sito a Rho-Pero: le infrastrutture sono pronte all'80% e i padiglioni quasi tutti in piedi. Ma dopo le piogge estive «il vero rischio è la neve».
 
 
L'allarme è stato lanciato ieri dal commissario unico Giuseppe Sala, per la presentazione della campagna pubblicitaria dell'Esposizione Universale: «Una nevicata copiosa sarebbe un problema perché con tutte le strutture a tenda presenti sul sito bisognerebbe pulire immediatamente. Non sarebbe lavoro da poco su un'area di un milione di metri quadrati». Da qui, la necessità di un piano a prova di fiocchi, che si sta predisponendo «con protezione civile, forestale e genio civile».
 
A preoccupare Sala, ormai alla volata finale, non è solo il meteo, ma anche le bufere giudiziarie. «Se avvenissero altri fatti esecrabili come quelli già avvenuti diventerebbe difficile», ammette il commissario, che spera «di poter lavorare con tranquillità», rassicurato dalla presenza del presidente dell'Autorità nazionale anti-corruzione, Raffaele Cantone, «che ha migliorato la situazione».
Poi, la necessità di mettere un punto fermo sull'operazione anti-‘ndrangheta scattata martedì: «In centinaia di pagine di indagini, Expo non è citato. Non riguardano i nostri cantieri. Si parla di tangenziale est, opera nata prima di Expo, sebbene sia connessa».
 
Occorre tirare dritto quando sono già stati venduti oltre sei milioni di biglietti. E oggi super vertice con Cantone e il ministro con delega all'Expo, Maurizio Martina. Sul tavolo anche il progetto dell'Albero della Vita, il simbolo del Padiglione Italia che è ancora in forse. «Vorrei cercare di salvare tutto, ma bisogna avere un po' di realismo», ha quindi precisato Sala, speranzoso di ricevere risposte positive sugli stanziamenti da 60 milioni che mancano all'appello, «perché non dobbiamo più tagliare opere».