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1 aprile 2015Generale

Tempi biblici per le grandi infrastrutture

Per completare un’opera pubblica ci vogliono più di 14 anni. Lo rivela uno studio dello Svimez
Per completare in Italia una grande opera ci vogliono mediamente 14 anni e mezzo. Il dato clamoroso viene da uno studio dello Svimez condotto su 35mila cantieri attivi in Italia tra il 1999 e il 2013. Alla base del ritardo vi sono i tempi della burocrazia che assorbe il 61% dei tempi di realizzazione.
La realizzazione di una qualsiasi infrastruttura – spiega lo studio – passa attraverso cinque fasi (progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, affidamento dei lavori ed esecuzione dei lavori), ed i ritardi si accumulano soprattutto tra una fase e l’altra, nei cosiddetti ‘tempi di attraversamento’ cioè i periodi morti che rallentano, o addirittura fermano, l’iter dell’opera impedendole di passare alla fase successiva. Molte le ragioni di questi stop-and-go: attese di finanziamenti, decisioni subentranti da parte di altri Enti, interventi della magistratura, opposizioni, ecc.).
 
Per lo studio, il momento di maggiore incertezza nella realizzazione dell’opera è il progettazione preliminare, nella cui fase per il 75% dei casi si producono ritardi e rallentamenti.
 
Una burocrazia quindi lenta ma anche incapace e farraginosa: infatti, tanto più piccolo è il cantiere tanto più è il tempo che si perde in cerca di fondi o autorizzazioni. “Nei cantieri di importo superiore a 100 milioni – si legge – i tempi di attraversamento pesano per il 45% del tempo totale, mentre per le opere che costano meno di 100 mila euro arriva a pesare il 72%”. Così i tempi si allungano e così per i micro interventi (che non hanno bisogno di una gara) ci vogliono in media quasi tre anni, mentre per le grandi opere ce ne vogliono più di 14.
 
Giacomo Kahn