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12 marzo 2019Trasporto stradale

Strade, treni, trafori: le infrastrutture nel futuro della provincia di Sondrio

Una visione a medio e lungo termine nelle linee programmatiche del presidente Moretti. Il documento approda domani in consiglio provinciale.

Lo sviluppo della Valle? Passa dalle infrastrutture e, sperando anche in un intervento governativo, da un ritrovato ruolo di coordinamento della Provincia. Parte da qui, da questa ossatura di base, il programma di interventi per Valtellina e Valchiavenna così come delineato dal presidente di palazzo Muzio, Elio Moretti.

Le linee programmatiche del mandato approderanno in sala consiliare domani nel tardo pomeriggio, ma il documento parla chiaro circa la volontà di palazzo Muzio di rimettersi al centro di un ragionamento di sviluppo per il territorio. Una posizione che il riconoscimento della specificità montana ha permesso di conservare - almeno sulla carta -, ma che ora con le grandi sfide che si parano all’orizzonte - l’ipotesi delle Olimpiadi del 2026, il rinnovo delle concessioni idroelettriche, il turismo e il tema del lavoro -, per una realtà di 182mila abitanti, lontana mediamente due ore d’auto da ogni centro maggiore, diventa quanto mai necessario ribadire e rinforzare.

«Per la sua specificità montana, la Provincia di Sondrio ha mantenuto una serie di funzioni precluse ad altre - la premessa del documento - pertanto, pur in una situazione precaria, ha sempre svolto sul piano politico quel necessario raccordo istituzionale tra Comuni, Comunità montane e Regione, mentre sul fronte dei servizi ha continuato a garantire tutti quelli previsti dalle normative nazionali e regionali alcuni dei quali delegati e altri trasferiti. In attesa che il Governo intervenga legislativamente ridando dignità istituzionale alla Provincia quale ente intermedio, noi proseguiremo nell’attività politico-amministrativa con alcuni obiettivi basati fondamentalmente sul pragmatismo». Tra questi una serie di interventi a medio e lungo termine e progetti strategici per tutto il territorio finanziati con le risorse derivanti dai canoni idrici.

Un elenco particolarmente nutrito quello che riguarda le infrastrutture, a partire dalle viarie. La lista si apre, e non avrebbe potuto essere altrimenti, con l’avvio dei lavori per la tangenziale di Tirano, cui seguono, dopo anni di silenzio, il completamento della bretella di Sondrio e la prosecuzione di quella di Bormio.

C’è poi l’ampio capitolo dei trafori, o meglio, della redazione o valutazione degli studi di fattibilità. Il primo, da completare e condividere sulla base dei fondi già assegnati dal Comitato paritetico per la gestione dell’intesa, è quello relativo all’attraversamento dello Stelvio, cui la provincia di Sondrio sta lavorando già da tempo in collaborazione con la Provincia autonoma di Bolzano e la Regione Lombardia, cui si aggiungono le analisi - ancora da affidare - relative ai trafori del Mortirolo e dello Spluga.

Sempre nel campo delle infrastrutture, insieme al piano per l’eliminazione dei passaggi a livello e alla ricerca di un accordo con il Canton Grigioni per l’accesso a Livigno, c’è il potenziamento e il miglioramento delle linee ferroviarie Milano-Tirano e Colico-Chiavenna, «nell’ottica di migliorare la qualità e l’affidabilità del servizio e ridurre i tempi di percorrenza».

In più, altro tema rimasto a lungo nei cassetti, lo studio di prefattibilità del prolungamento della ferrovia fino a Bormio e l’eventuale collegamento con la ferrovia Merano-Malles Venosta.

Fonte: www.laprovinciadisondrio.it